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Fermi alle Tre
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Pop / 23.04.2026

Fermi alle Tre

Sono le tre di notte. La città è ancora illuminata, le strade sembrano non finire mai e due persone continuano a rimandare il momento di salutarsi.

“Fermi alle tre” racconta una di quelle situazioni in cui basta poco per cambiare tutto. Una mano che sfiora un braccio, uno sguardo diverso dagli altri, un sorriso che sembra nascondere qualcosa che entrambi hanno già capito.

La musica è forte, il tempo passa e nessuno dei due sembra avere fretta di tornare a casa.

Non sappiamo chi siano, da quanto si conoscano o cosa accadrà dopo. Li incontriamo semplicemente lì, alle tre di notte, nel momento in cui qualcosa tra loro sta cambiando.

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Le parole.

Intro

Tre di notte ancora qui

Strofa 1

Le luci fanno strani giri

sui vetri dei palazzi

questa strada non finisce

se restiamo dove siamo

Tu mi sfiori piano il braccio

come fosse normale

ma da quando mi hai guardato

niente è più uguale

Pre-Ritornello

Non andare via

resta ancora un po’

questa notte gira

più veloce di noi

Ritornello

Fermi alle tre

mentre il mondo va

noi dentro al suono

senza dire basta

Fermi alle tre

senza più perché

questa notte resta

se rimani con me

Post-Ritornello

Eh eh

fermi alle tre

Eh eh

ancora qui

Strofa 2

Il basso entra nello stomaco

e cancella tutto

non ricordo cosa c’era

prima di questo punto

Tu sorridi come se

già sapessi tutto

che domani non conta

se adesso è giusto

Pre-Ritornello

Non serve parlare

lo senti anche tu

questa notte brucia

non torna più

Ritornello

Fermi alle tre

mentre il mondo va

noi dentro al suono

senza dire basta

Fermi alle tre

senza più perché

questa notte resta

se rimani con me

Bridge

E gira senza fermarsi

ci prende senza avvisare

Se resti non chiedo altro

solo questo momento che vale tutto

Ritornello finale

Fermi alle tre

dentro questa città

con il cuore veloce

e la pelle che va

Fermi alle tre

anche se finirà

quello che sento

non se ne andrà

DIETRO IL BRANO

Come è nato.

Mi sono immaginato una strada di città alle tre del mattino.

Non una città deserta, ma una di quelle strade dove c'è ancora movimento. Le luci si riflettono sui vetri dei palazzi, qualche macchina passa e da qualche parte si sente ancora la musica.

In mezzo a tutto questo ci sono due persone che potrebbero salutarsi e tornare a casa. Invece rimangono lì.

Non succede nulla di particolarmente clamoroso. Nessuna dichiarazione, nessun bacio da film, nessuna promessa. Soltanto un braccio sfiorato quasi per caso e uno sguardo che fa capire che qualcosa è cambiato.

Mi interessava raccontare proprio quei pochi secondi.

Spesso nelle canzoni si racconta cosa succede prima di un incontro o quello che accade quando una storia finisce. Qui volevo fermarmi nel mezzo, quando ancora non è successo quasi niente, ma si comincia a intuire che potrebbe succedere qualcosa.

Anche il titolo nasce da questa immagine: “Fermi alle tre”.

L'orologio continua a camminare, le macchine continuano a passare, la musica continua a suonare. Ma i protagonisti sembrano rimanere sospesi nello stesso istante.

E c'è una cosa che mi piace particolarmente di questa storia: non sappiamo cosa succederà alle quattro.

Magari si saluteranno e non si vedranno più. Oppure quella notte sarà l'inizio di qualcosa.

Ho preferito non raccontarlo.

La canzone finisce dove volevo che rimanesse: in quel momento preciso, alle tre del mattino.

Continua l’ascolto.

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