← Discografia
Fuori Servizio
WhatsAppFacebook

Electropop / 02.11.2026

Fuori Servizio

Alle otto del mattino un pagamento elettronico rifiutato ti lascia senza caffè, nonostante i soldi sul conto. Poco più in là, due persone sedute allo stesso tavolo si scrivono messaggi d'amore senza nemmeno sfiorarsi una mano.

“Fuori servizio” osserva con ironia alcune delle assurdità della nostra quotidianità digitale.

Siamo sempre raggiungibili, continuamente connessi, pronti a fotografare, commentare e condividere qualsiasi cosa. Eppure, qualche volta, facciamo una fatica incredibile a prestare attenzione a chi abbiamo davanti.

Il protagonista se ne accorge, critica questi comportamenti e poi finisce per riconoscersi negli stessi errori.

Una canzone che non ce l'ha con la tecnologia, ma con la nostra abitudine di utilizzarla anche quando basterebbe alzare gli occhi.

Perché avere campo dappertutto non significa necessariamente riuscire a comunicare.

Ascolta su YouTube

Apri su YouTube ↗

Canta e registra la tua interpretazione ↗

Salva tra i preferiti ♡

Le parole.

FUORI SERVIZIO

Testo: Massimiliano Marasco

Intro

Ma dove sei?

Alza gli occhi su di me.

C'è campo dappertutto,

ma non fra me e te.

Strofa 1

Le otto, sono al bar,

la carta dice no.

Ho soldi sul conto,

ma il caffè non ce l'ho.

Pre-Ritornello

Se ti scrivo mi rispondi,

se ti parlo non mi senti.

Ritornello

Ma dove sei?

Alza gli occhi su di me.

C'è campo dappertutto,

ma non fra me e te.

Fuori servizio,

io come te.

Tu chiedimi qualcosa,

ma chiedilo a me.

Strofa 2

Al tavolo vicino

si scrivono "ti amo".

Sono seduti insieme,

ma non si danno la mano.

Per strada vanno in fila,

con gli occhi sempre giù.

Sorridono a uno schermo,

non si salutano più.

Strofa 3

Ti dico: "Guarda il cielo",

tu: "Aspetta un momento".

Lo fotografi e scrivi:

"Che spettacolo stupendo".

Poi mi dici: "Hai visto?

Guarda qui che colori".

E il sole intanto scende

mentre conti i cuori.

Pre-Ritornello

Se ti scrivo mi rispondi,

se ti parlo non mi senti.

Ritornello

Ma dove sei?

Alza gli occhi su di me.

C'è campo dappertutto,

ma non fra me e te.

Fuori servizio,

io come te.

Tu chiedimi qualcosa,

ma chiedilo a me.

Bridge

Ieri sera mi parlavi,

io guardavo giù.

Poi mi hai scritto: "Mi ascolti?"

E ho risposto: "Sì".

Ritornello finale

Ma dove sei?

Alza gli occhi su di me.

C'è campo dappertutto,

ma non fra me e te.

Fuori servizio,

io come te.

Tu chiedimi qualcosa,

ma chiedilo a me.

Outro

Stavolta sono qui.

Ti rispondo a voce.

DIETRO IL BRANO

Come è nato.

Faccio l'informatico da una vita. La tecnologia è parte del mio lavoro, dei miei interessi e della mia quotidianità. Proprio per questo trovo particolarmente divertenti alcune delle situazioni assurde che riusciamo a creare utilizzandola.

Abbiamo strumenti straordinari, capaci di collegare persone a migliaia di chilometri di distanza. Poi ci sediamo allo stesso tavolo e, invece di parlarci, ci mandiamo un messaggio.

Da questa contraddizione prende forma “Fuori servizio”.

Mi piaceva l'idea di mettere insieme piccole scene che ormai consideriamo normali, ma che, osservate con un po' di attenzione, diventano quasi comiche.

Come rimanere senza caffè perché il pagamento elettronico non funziona, pur avendo i soldi per pagarlo. Oppure assistere a un tramonto bellissimo e preoccuparsi più della fotografia da pubblicare che dello spettacolo che abbiamo davanti.

E poi c'è quella frase: «C'è campo dappertutto, ma non fra me e te».

In poche parole contiene tutto il paradosso. Abbiamo una connessione praticamente ovunque, ma questo non ci garantisce di essere davvero in contatto con qualcuno.

Non volevo però scrivere la solita canzone che punta il dito contro gli altri. Sarebbe stato troppo facile.

Per questo, verso la fine, il protagonista si accorge di essere esattamente come le persone che ha criticato. Anche lui, mentre qualcuno gli parlava, era impegnato a guardare il telefono.

Mi interessava proprio questo ribaltamento, perché credo che certe abitudini riguardino un po' tutti, me compreso.

Non penso affatto che dovremmo rinunciare agli smartphone o tornare indietro nel tempo. Sarebbe assurdo, soprattutto detto da me.

Forse dovremmo soltanto imparare a capire quando è il momento di utilizzarli e quando, invece, è meglio metterli da parte.

Il finale è volutamente semplice: «Stavolta sono qui. Ti rispondo a voce».

Non servono applicazioni, aggiornamenti o nuove funzioni.

Basta essere presenti.

Continua l’ascolto.

Discografia →